storia del fascismo: foto soldati

Storia del fascismo: gli anni che portarono Mussolini al potere

La storia del fascismo ruota attorno all’ascesa al potere di Benito Mussolini. Il termine fascismo è correlato ai Fasci di combattimento fondati da Mussolini nel 1919. In particolare il consolidamento di questo movimento si ebbe con la marcia su Roma nel 1922, una manifestazione armata organizzata dal Partito Nazionale Fascista (PNF) che si concluse con l’arresa del Re Vittorio Emanuele III il quale incaricò Mussolini di formare il nuovo governo.

La formazione, però, di un governo dittatoriale a tutti gli effetti avvenne nel 1928 con la formazione del Gran Consiglio del Fascismo. Tra le leggi che certamente ebbero un grande rilievo è possibile ricordare le leggi razziali che furono emanate nel 1938 e che impedivano agli ebrei di avere una vita libera. Infatti agli ebrei era vietato:

  • Iscriversi nelle scuole pubbliche. In tale contesto vennero istituite delle scuole apposite per gli ebrei;
  • Contrarre matrimonio con italiani;
  • Svolgere determinate professioni come quella di notatio o giornalista.

Storia del fascismo: il patto d’acciaio

Durante il regime fascista l’Italia di Mussolini strinse un patto con la Germania nazista nel 1939 con il quale entrambi i Paesi si impegnavano a fornirsi reciproco aiuto nel caso di situazioni di livello internazionale capaci di mettere a rischio i propri “interessi vitali”.

Inoltre secondo il patto nessuno dei due Paesi avrebbe potuto stipulare accordi di pace separatamente. Fu probabilmente proprio in ragione del patto che Mussolini scese in guerra a fianco della Germania di Adolf Hitler nel giugno del 1940.

La caduta del regime dopo l’avvento del fascismo

Il fascismo crollò nel 1943 e a questo seguì l’arresto di Benito Mussolini. Il Re incaricò quindi il maresciallo Pietro Badoglio di formare un nuovo governo. Successivamente, però, Mussolini venne liberato e prese il comando della Repubblica Sociale Italiana (o Repubblica di Salò), un movimento che divenne il tentativo di ritornare alle origini del fascismo. Questa però era destinata a durare poco e il tutto si concluse quando l’esercito tedesco abbandonò l’Italia nel 1945.

Benito Mussolini, che per tanti anni era stato leader del partito fascista, fu assassinato insieme alla sua amante, Claretta Petacci, dal partigiano comunista Walter Audisio in provincia di Como. Fu quindi la fine dell’epoca fascista.

Le opere fasciste e gli aspetti positivi della dittatura italiana

Il fascismo viene ricordato spesso solo in modo negativo, in realtà questa forma di totalitarismo ha comportato dei miglioramenti in Italia. Secondo molti sotto la dittatura di Mussolini le cose non andavano poi così male: c’erano meno crimini, si rispettavano le leggi e tutti potevano vivere più serenamente. Il dittatore nostrano investì nell’istruzione, nella costruzione di università e teatri, nella realizzazione di nuovi reti e stazioni ferroviarie, nella ricerca.

Inoltre a Mussolini viene riconosciuto il merito di aver edificato grandi opere, specialmente a Roma, che ancora oggi spiccano come importanti e affascinanti monumenti.

Studiare la storia del fascismo

Capire la nascita, l’evoluzione e la scomparsa del fascismo è estremamente importante perché aiuta a comprendere le dinamiche che hanno portato un paese come l’Italia ad essere una Repubblica invece che una Monarchia.

Mussolini, nonostante tutto, ha cambiato il volto del nostro Paese, l’ha trasformato e ancora oggi viene ricordato come uno dei più grandi dittatori di sempre.